Barco reale 1996

Barco Reale di Carmignano DOC

Questo vino è la versione giovane del Carmignano, fatto con le stesse uve (Sangiovese e Cabernet Sauvignon) e con un’aggiunta di Canaiolo. Prende il nome dall’antica proprietà medicea i cui confini erano circondati dal “muro del Barco Reale”, lungo più di 30 miglia.

La descrizione del sommelier

COLORE: Rosso rubino violaceo ed intenso. PROFUMO: Dolce, ampio, fine molto Intenso, fruttato, con lievi note di rovere. SAPORE: Morbido, voluminoso, largo con tannino dolce a media densità in grande equilibrio all’acidità. Retrogusto fruttato e persistente. Servire a 18°- 19° C.

Abbinamenti

Servire a 18°- 19° c. si accompagna ai primi piatti in genere, alle carni bianche e rosse.

€ 35.00

Produttore Capezzana Conte Contini Bonacossi
Denominazione Barco Reale di Carmignano DOC
Vitigno Sangiovese - Cabernet S./F. _ Canaiolo
Gradazione 13,5% Vol.

Descrizione produttore

A Carmignano la vite si coltivava già nell’epoca preromana, circa 3000 anni fa, come dimostrano i vasi da vino e le coppe da degustazione trovati nelle tombe etrusche.
Nell’archivio di stato di Firenze è stata ritrovata una pergamena datata 804: si tratta di un contratto di affitto che documenta come già 1200 anni fa a Capezzana venissero coltivati olivi e viti per la produzione dell’olio e del vino. Nel primo Rinascimento una donna, Monna Nera Bonaccorsi, costruiva la prima “casa da Signori” e nove case poderali con i relativi impianti viticoli; era il 1475. Altre generazioni e famiglie si sono avvicendate nella proprietà della tenuta:
i Cantucci, imparentati con i Medici, e i Marchesi Bourbon del Monte. Nel XVIII secolo una Cantucci sposata Bourbon ingrandì la fattoria e acquistò nuovi poderi; introdusse inoltre un metodo amministrativo esemplare, i cui documenti si conservano ancora oggi nell’archivio storico dell’azienda.
Dopo i Bourbon del Monte l’azienda passò agli Adimari Morelli e poi ai Franchetti Rothschild e, dalla vedova Sara de Rothschild, per poi arrivare ai Contini Bonacossi, la nostra Famiglia, nel 1920.

All’inizio del secolo scorso il Conte Alessandro Contini Bonacossi, con la moglie Vittoria e i figli Augusto Alessandro e Vittorina, ritornò in Italia dalla Spagna, dove si era dedicato ad un’attività di antiquariato di altissimo livello che gli aveva permesso di iniziare quella che sarebbe divenuta una delle più grandi collezioni private italiane di dipinti, sculture, mobili e ceramiche. Dopo la sua morte, dietro sua volontà e per opera dei figli, il nucleo centrale di questa eccezionale raccolta costituì la donazione Contini Bonacossi, che oggi è parte integrante della Galleria degli Uffizi; conservata in dieci sale, visitabile solo su appuntamento. Negli anni venti Alessandro acquistò la proprietà di Capezzana, poi ampliata con l’acquisto dal marchese Aman Niccolini, di due fattorie confinanti, “Il Poggetto” e “Trefiano”.
Nasce così la Tenuta di Capezzana, suddivisa in 3 fattorie e più di 120 poderi, dedita alla produzione di vino e olio di grande qualità. La passione di Alessandro per il collezionismo lo portò a conservare bottiglie, così che oggi Capezzana può vantare una raccolta di annate storiche a partire dal 1925. Nel 1945 ad Augusto Alessandro si affiancò il figlio Ugo, reduce dalla guerra e laureato in agraria che prese gradualmente la direzione della Tenuta trasformandola da conduzione mezzadrile ad azienda moderna.

Nel 2009 l'azienda ha iniziato la sua strada verso la coltivazione biologico divenuta in breve tempo realtà. Capezzana è infatti certificata come azienda BIO.

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