Purple Rose 2022
Toscana IGT
Il Rosato "Purple Rosé" di Castello di Ama è un vino toscano leggero e piacevole, caratterizzato da note aromatiche fruttate di fragoline di bosco, ciliegie e piccoli frutti rossi. Al palato è fresco, asciutto, sapido e minerale, di buon equilibrio.
Il Rosato del Castello di Ama è un grande esempio di come un vino rosato possa essere in grado di imporsi a livello nazionale come vino di riferimento; e il motivo è presto detto visto che il Rosato non nasce altro che dalla saignée delle uve destinate a produrre il Chianti “Castello di Ama” e assomiglia di più a un vino rosso giovane.
Siamo su un piccolo borgo, Ama, posto sulle colline toscane, a quasi 500 metri di altitudine sul livello del mare; qui è da secoli che la viticoltura è realtà e che offre splendidi scorci paesaggistici. Filari che si perdono in un orizzonte dove le dolci colline e le vaste valli si confondono. I vigneti da cui prende vita il Rosato del Castello di Ama sono stati impiantati in parte nel 1978 e in parte nel 1990; qui Sangiovese e Merlot, in percentuali diverse a seconda dell’annata, vengono vendemmiati separatamente per estrarre le migliori caratteristiche di ciascun uva. Dopo una fermentazione di 12 ore a contatto con le bucce, il mosto viene lasciato fermentare in bianco e il 50% svolge la malolattica; dopo qualche mese ulteriore di acciaio, il Rosato del Castello di Ama viene imbottigliato.
Nasce così un rosato toscano chiaro, netto e deciso, che si presenta con un bouquet dove le note fruttate di ciliegia e fragoline di bosco regalano sensazioni dolci e delicate; in bocca è leggero e fresco, ma non perde le caratteristiche strutturali dell’uva da cui proviene. Quello del Castello di Ama è un Rosato di grande piacevolezza…
Il Rosato del Castello di Ama è un grande esempio di come un vino rosato possa essere in grado di imporsi a livello nazionale come vino di riferimento; e il motivo è presto detto visto che il Rosato non nasce altro che dalla saignée delle uve destinate a produrre il Chianti “Castello di Ama” e assomiglia di più a un vino rosso giovane.
Siamo su un piccolo borgo, Ama, posto sulle colline toscane, a quasi 500 metri di altitudine sul livello del mare; qui è da secoli che la viticoltura è realtà e che offre splendidi scorci paesaggistici. Filari che si perdono in un orizzonte dove le dolci colline e le vaste valli si confondono. I vigneti da cui prende vita il Rosato del Castello di Ama sono stati impiantati in parte nel 1978 e in parte nel 1990; qui Sangiovese e Merlot, in percentuali diverse a seconda dell’annata, vengono vendemmiati separatamente per estrarre le migliori caratteristiche di ciascun uva. Dopo una fermentazione di 12 ore a contatto con le bucce, il mosto viene lasciato fermentare in bianco e il 50% svolge la malolattica; dopo qualche mese ulteriore di acciaio, il Rosato del Castello di Ama viene imbottigliato.
Nasce così un rosato toscano chiaro, netto e deciso, che si presenta con un bouquet dove le note fruttate di ciliegia e fragoline di bosco regalano sensazioni dolci e delicate; in bocca è leggero e fresco, ma non perde le caratteristiche strutturali dell’uva da cui proviene. Quello del Castello di Ama è un Rosato di grande piacevolezza…
La descrizione del sommelier
Colore Rosato porpora Profumo Note fruttate, dove spiccano la ciliegia e le fragoline di bosco Gusto Leggero e fresco, sapido e minerale, con una chiusura persistenteAbbinamenti
Risotto alle verdure
risotto ai frutti di mare
sushi e sashimi
pasta al pesce in bianco
pasta al pesce col pomodoro
pesce alla griglia
€ 30.00
| Produttore | CASTELLO DI AMA |
|---|---|
| Denominazione | Toscana IGT |
| Vitigno | Sangiovese(96%), Merlot(4%) |
| Gradazione | 13,5% Vol. |
| Formato | Standard (0.75 lt) |
Premi e riconoscimenti
ws 89 ptDescrizione produttore
La StoriaFu la bellezza e l'unicità di Ama ad affascinare quattro famiglie di origine romana, a inizio anni settanta, che unite dalla passione per il vino rinnovarono vigneti e metodi produttivi, costruendo la nuova cantina per vincere la sfida di produrre il Chianti Classico e riportarlo agli antichi splendori.
L'arte, il paesaggio, la sapienza del vino sono presenti in questi luoghi da sempre. L’origine etrusca certifica la presenza di un borgo fortificato in epoca preromana.
Durante il Sacro Romano Impero Ama entra a far parte dei possedimenti della famiglia Firidolfi. Il Castello, che è nella denominazione, viene probabilmente distrutto nel XV° secolo durante le invasioni aragonesi in territorio chiantigiano.
Agli inizi del ‘700 sulle rovine del Castello vengono edificate nuove dimore, usando le stesse pietre. Nascono così le ville di proprietà delle famiglie Pianigiani, Ricucci e Montigiani, due delle quali oggi sono patrimonio aziendale.
E’ di quel tempo un documento (luglio 1773) riguardante un rapporto da parte del Granduca Pietro Leopoldo di Lorena, quale Governatore della Toscana che esalta l’alta vocazione dei terreni collinari.
La bellezza del luogo mosse la passione di Tomaso Carini ad iniziare una nuova avventura rivolta alla produzione enologica, coinvolgendo tre amici (GianVittorio Cavanna, Lionello Sebasti e Pietro Tradico) per sviluppare insieme la rinascita di questo territorio.
I quattro imprenditori, capitanati da Cavanna padre e figlio, reimpiantarono buona parte dei vigneti e costruirono una moderna cantina di fermentazione divenuta un modello innovativo per tutto il territorio.
Nel 1982 entra ad Ama Marco Pallanti, giovane agronomo fiorentino e diventa enologo dell'azienda dopo una formazione tecnica all'Università di Bordeaux sotto la supervisione di Patrick Léon.
Lorenza Sebasti, figlia di Lionello, uno dei proprietari, prende in mano la gestione dell’azienda fin dal 1993 ed insieme a Marco condividono con identica passione una visione evolutiva, mettendola in opera con un lavoro che dura da 40 anni.
Oggi nella società è presente la seconda generazione delle famiglie Carini, Tradico e Sebasti.